• Costa de la Luz – Defi Tour n°1

    Una birra gelata, uno sbagliatissimo qualcuno che mi aspettava nell’altra stanza e un volo Londra-Malaga da bookare in cinque minuti e il più in coincidenza possibile con il Milano–Malaga appena prenotato dal mio Tour operator di fiducia.

    Seguono valigia fatta in mezzora e rigorosamente all’ultimo secondo, partenza verso aeroporto di Stansted (damn, I hate it!) all’alba con più o meno venti minuti di sonno in corpo e l’urlo e le lacrime di gioia – imbarazzanti, ma troppo noi – nel ritrovare la mia compagna di viaggio tra un gate e l’altro all’aeroporto di Malaga.

    E che l’avventura abbia inizio.

    Io da Londra, la mia defi-amica Jo da Milano ci siamo date appuntamento a Malaga per incontrare la nostra terza compagna di viaggio: l’inseparabile Polo Volkswagen – AKA Pina – che ci ha scarrozzate per chilometri e che all’occorrenza ha saputo anche fare da guardaroba itinerante.
    Fatte le presentazioni con Pina, nonostante il caldo e le zero ore dormite ci siamo subito messe in movimento direzione Tarifa, la nostra prima tappa.
    Conosciuta come la città del vento, Tarifa è il comune più a sud dell’Europa e, con i suoi soli 14 chilometri di distanza dal Marocco, è considerata il punto di congiunzione tra cultura europea e cultura africana.

    Appena arrivate nel nostro agriturismo senza insegna e non poco difficile da trovare, ci siamo fiondate in spiaggia per il nostro primo tramonto e la nostra prima passeggiata a metà tra Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico, con lo sguardo verso l’Africa.

    primosunset

    Siamo rimaste a Tarifa tre giorni, visitando ogni giorno almeno due spiagge diverse: dalla mecca del kitesurfing Playa de Valdevaqueros alla patria degli hyppie o presunti tali a Caños de Meca, passando per Zahara de los Atunes, Cabo de Trafalgar e Bolonia.
    Il terzo giorno ci siamo concesse una gita aldilà del mare di poche ore. Nonostante i prezzi proibitivi e i tempi assurdamente lunghi di viaggio e di controllo passaporti sul traghetto Tarifa-Tangeri, all’ora di pranzo siamo sbarcate in Marocco.
    Inebriate di odori e colori ci siamo volutamente perse nell’antica Medina di Tangeri e, dopo una lunga camminata tra i vicoli della Kasbah, ci siamo fermate per un pranzo al poetico El Morocco Club. Prima di riprendere il traghetto siamo state letteralmente stregate dall’Hafa Cafè: sorseggiare un mint tea e ascoltare il magico silenzio ammirando la costa spagnola da una delle sue terrazze su cui si sono seduti Paul Bowles, i Rolling Stones e Allen Ginsberg è stata un’esperienza indimenticabile.

    cafehafaglasses

    Ritornate in Europa, l’indomani abbiamo lasciato il nostro agriturismo sperso nel nulla alla volta del regno del Signor Antonio, mitico albergatore a dir poco vecchio stile, fiero titolare di un hotel a conduzione familiare con tanto di numero sulla porta della camera attaccato alla rovescia a Conil de la Frontera.
    Paese tipicamente andaluso, Conil è un tripudio di casette bianche e viuzze strette che incorniciano meravigliose spiagge dorate. Gli abitanti, come il signor Antonio, sono tutti cordiali e fieri del loro pittoresco borgo che consiglierei a tutti di visitare. Assolutamente da ricordare la nostra cenetta di pescaito sedute ad ammirare i coloratissimi turisti per la maggior parte spagnoli che affollavano Avenida De La Playa.
    Da Conil la nostra inseparabile Pina ci ha accompagnate alla volta dell’elegante Cadice: considerata una delle più antiche città europee, è nota per essere stata un importante centro commerciale fenicio e il punto di partenza della prima e quarta traversata di Cristoforo Colombo.

    Nonostante il poco tempo a disposizione ci siamo concesse almeno tre delle passeggiate sapientemente organizzate e tracciate con colori diversi tra le vie della città – ah! se solo la mia Venezia fosse in grado di amarsi un pò di più… – riuscendo ad ammirare Barrio de Santa Maria, Plaza de San Juan de Dios, Iglesia de San Agustin, Plaza de Espana y Monumento alas Cortez e il Castillo de San Sebastian, riempiendoci gli occhi di uno spettacolare tramonto sull’Oceano Atlantico e incrociare per caso un emozionante concerto popolare.

    loscanos

    Con Cadice nel cuore si siamo rimesse in movimento direzione Malaga, ultima tappa del nostro tour. Indimenticabili i paesaggi andalusi dei circa 200 chilometri macinati in poche ore: io, Jo, Pina, i mulini a vento, il sole e le colline arancioni. Sottofondo musicale Radio Los40.

    Malaga in realtà ci ha un pò deluso. Dopo una settimana di gente cordiale e natura pressochè incontaminata, ci si è presentata davanti una città moderna con una zona fin troppo dedicata al turismo da crociera, tanto lontano dalla nostra concezione poetica di viaggiare… La città merita comunque una visita, anche se l’unica cosa degna di nota per me è il Museo Picasso ospitato nel cinquecentesco Palacio de Buenavista. Oltre ad ammirare numerose opere di uno dei miei artisti preferiti nato proprio a Malaga nel 1881, ho avuto la fortuna d’imbattermi in un’inaspettata ma molto apprezzata mostra temporanea dedicata a Dennis Hopper, apparso affianco a James Dean in Gioventù bruciata e regista di Easy Rider.

    Questo il breve diario del nostro indimenticabile tour: poco tempo a disposizione (non siamo riuscite a vedere Siviglia, a fermarci anche solo un attimo a Gibilterra e in generale avremmo voluto fare mille altre cose) ma tante emozioni da portarsi nel freddo inverno londinese/milanese.

     

    conilmare

    cartine
    tangeriprimopiano

    Follow:
    Share:

    1 Comment

    Rispondi

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: