• Paris Mon Amour – The Girls weekend

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    Era un viaggio speciale, questo.
    Più speciale di tutti gli altri.
    Non solo perchè eravamo noi quattro, di nuovo riunite.
    Piccoli, grandi segreti custoditi nei nostri sorrisi, nelle scintille dei nostri sguardi complici.

    Un viaggio con le amiche di sempre ritengo sia una delle benedizioni più grandi che la vita ti possa regalare. Se poi la meta scelta è una delle tue città preferite… les jeux sont faits!

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    Io e Vale, arrivate a Parigi con il TGV  – una figata incredibile: 2 ore e da casa, Londra, arrivi nella Ville Lumière senza nemmeno rendertene conto! – ci siamo date appuntamento con Giulia e Linda – partite rispettivamente da Venezia e Bologna – nel quartiere di Beauborg dove avevamo prenotato un appartamento tramite il sito AirBnb.
    Si dice che ogni viaggio sia una piccola avventura e l’inizio della nostra è stato a dir poco esilarante: appartamento sporco e fatiscente, memorabile telefonata-drama di Vally al call center di AirBnb e ricerca disperata di un hotel alle nove di sera trascinando i nostri trolleys sotto temperature glaciali.
    Anyway, chi la dura la vince, e dopo essere state rimbalzate dall’ennesimo hotel il destino ci ha regalato una mega stanza dotata di ogni comfort… a metà prezzo!
    Sorrido ancora quando penso, dopo il casino e lo sconforto, alla gioia di vedere quei quattro letti morbidi, quel bagno immenso e – la felicità più grande per me – la macchinetta del caffè pronta per l’uso… una stanza per tutte e quattro, cosa che non facevamo da quando avevamo forse quindici anni ma… cosa c’è di più speciale di sentirsi di nuovo bambina e stringerti alle persone che più ami?                                                                                                          IMG_3336

    Per nessuna di noi era la prima volta a Parigi quindi, invece di lanciarci in un forsennato tour della città, ce la siamo goduta in modo super rilassato, tra una chiacchiera e l’altra.
    Come promesso a Linda, sabato, dopo una bella passeggiata attraverso Notre Dame e il quartiere latino durante la quale io mi sono ripetutamente persa a far foto e a perlustrare diversi angoletti,  ci siamo imbarcate su di un Bateau-mouche che ci ha accompagnate attraverso un’insolita visita della città. Io all’inizio non ero molto d’accordo con l’idea – troppo turistico, pensavo.. – ma devo ammettere che alla fine ne sono rimasta soddisfatta, anche se un tantino infreddolita visto che da indomite siamo volute rimanere sedute fuori fino alla fine, manco fosse stato agosto!

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    Dopo tutto quel freddo cosa poteva esserci di meglio di una calda tazza di tea? – ok, va bene, lo ammetto, è stata una mia proposta… più una richiesta direi… ormai non vivo più senza 😀
    Siamo capitate quasi per caso da Maison Pradier, dove ci siamo rifocillate con alcuni buonissimi macarons prima di intraprendere un’impegnativa – considerando che erano le sei di uno dei sabati pomeriggi prima di Natale -passeggiata sugli Champs-Élysées.
    Dopo un’oretta siamo letteralmente scappate in hotel a prepararci per il nostro poshissimo aperitivo al ristorante Georges al 6°piano del Centre Pompidou.
    Vista impagabile e musica al top.
    Atmosfera perfetta per i nostri brindisi speciali.

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    L’indomani, anche se la nebbia non ci ha certo aiutate, abbiamo voluto salutare Parigi dalla collina di Montmatre. E’ sempre emozionante  raggiungere  il trecentesimo scalino, trattenere il respiro, girarsi piano piano e vederla lì in tutta la sua bellezza, la Ville Lumière… Questa volta ci abbiamo voluto aggiungere un’emozione in più entrando nella Basilique du Sacré Cœur durante la messa… il silenzio, a volte, sa dire molte cose…
    Passeggiata tra una viuzza e l’altra di Montmatre per sentirsi un pò Amelie, pranzo veloce e come sempre il momento dei saluti arriva troppo presto. Nei nostri abbracci si mescolavano felicità per aver potuto trascorrere un così bel weekend insieme e quegli odiosi sprazzi di malinconia per l’ennesimo arrivederci.

    In fila al check-in del TGV Paris-London ricordi ed emozioni fanno confusione nella mia mente.
    Vengo riportata alla realtà da Vale, che m’informa che si cerca un posto a sedere dato che hanno annunciato ritardo di oltre mezz’ora.
    “Ma tu non hai sentito l’annuncio?” la sento dire alzando gli occhi al cielo verso la mia perenne disattenzione.
    Non serve nemmeno che le risponda, mi conosce da sempre e sa benissimo come sono fatta.
    La seguo con lo sguardo mentre si fa spazio tra due maleducatissime ragazze inglesi e me ne resto così, ferma in mezzo alla gente.
    Non presto attenzione ad alcun annuncio in francese.
    O in inglese.
    Sono troppo impegnata a ripetere la nostra frase-mantra:

    …Perchè un giorno vivremo tutte finalmente di nuovo nella stessa città…

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