• Br-Ita girl. Un’italiana a Londra

    Quando un uomo è stanco di Londra è stanco della vita, perché a Londra si trova tutto ciò che la vita può offrire.

    (S.Johnson)

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    Italiana di nascita, Brit d’adozione.

    Credo non esistano due nazionalità/personalità più opposte.

    Eppure in me convivono perfettamente.

    Spesso fanno a pugni tra loro ma alla fine si vogliono un gran bene.

    Mi sembra di essere salita su quell’aereo ieri.
    Ed invece – e solo chi ci vive sa com’è bravo il tempo a volare, qui a Londra – sono passati più di tre anni.
    Giorni non sempre semplici, soprattutto all’inizio.
    Ma Londra ti dà una forza che nemmeno tu sapevi di avere.

    Londra è emozioni contrastanti, un incessante susseguirsi di up and down.
    Londra è vita.

    E la tua anima si spacca a metà: da una parte la tua amata Italia, il sole, il meraviglioso suono della lingua di Dante, la tua gente. Il profumo del mare, gli amici di sempre e gli angoli segreti della tua Venezia.

    On the other side la tua stronzissima “amante”, il suo fascino pericoloso, la sua energia. I suoi colori, la sua ordinata confusione e il suo movimento costante.

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    Da quando ho perso la testa per lei faccio e dico cose che mai avrei immaginato. Ho iniziato a mettermi in fila, a muovermi tutti i giorni con mezzi pubblici puntuali e frequenti perfino di notte e ad uscire a fare la spesa in pigiama che tanto qui nessuno ci fa caso.

    Ho imparato a non inorridire di fronte ad infradito indossate d’inverno o a tacchi troppo alti e di numero sbagliato calzati su fluorescenti gambe stile sorellastra di Cenerentola.

    Non batto ormai più ciglio quando, sovrappensiero, a volte cerco di aprire la serratura di casa con la mia inseparabile Oyster Card.

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    A Londra ho dovuto rivivere – io, orso solitario e maniaca dei miei spazi per eccellenza – l’odiosissima esperienza del flatsharing. I coinquilini che non conoscono la parola PULIZIA, appartamenti che cadono a pezzi ma che costano una follia e armadi rigorosamente a due ante meritano un post a parte…

    E non m’incazzo più quando, dopo 12/13 ore di lavoro, vago tra gli scaffali dei supermarket alla ricerca disperata di una semplice pizza margherita surgelata e mi ritrovo davanti a confezioni sulle quali campeggiano tronfi gusti improbabili come pinneapple & mais, o pepperoni e pesto, rigorosamente corredati da una frase che agli inglesi piace tanto e che a me fino a qualche mese fa faceva venire la bile: Italian Style o, ancora peggio, Real Italian…..

    London-Eye- tramonto-The-Frilly-Diaries

    E’ che Londra mi è entrata dentro, fa parte di me.

    Tra di noi si è creato un legame speciale, troppo forte da riuscire a spiegare a parole.


    Perchè è impossibile comprendere quel sorriso da scema quando dall’upper deck di un night bus sfiori con lo sguardo i tuoi scintillanti amici London Eye & Big Ben. Non si possono descrivere le emozioni che la musica di un busker ti può regalare tra una scala mobile e l’altra, il perdersi ripetutamente all’interno del tuo museo preferito rigorosamente gratuito e la sensazione di benessere che anche solo 5 minuti a Green Park o a Regent Park sanno darti.

    Come si possono raccontare le pinte con gli amici nei tuoi pub di fiducia e i brindisi in più di cinque lingue diverse nello stesso momento, i tramonti a Primrose Hill, la soddisfazione di poter uscire a comprare un litro di latte alle tre di notte come se fosse la cosa più normale al mondo, le domeniche pomeriggio a Brixton o a Stoke Newington e il cuore che ti si ferma quando, dal 72° piano di The Shard, ti affacci ad ammirarla in tutta la sua bellezza, la tua città?

    Vista-del-Tower-Bridge-a-Londra- dallo-Shard-un-italiana-a-Londra

    Non si possono esprimere a parole le passeggiate a South Bank e a Saint Katharine Docks, i solitari pomeriggi trascorsi a scrivere e sorseggiare tea sulle rive del Tamigi, il non saper scegliere quale concerto, opera o film andare a vedere da quanti il tuo fidato Time Out te ne consiglia ogni settimana e quella meravigliosa sensazione di libertà che scandisce ogni tuo movimento.
    Libera di pensare, vestire e mangiare quello che ti passa per la testa, come e quando lo decidi tu.

    Londra-vista-da-Primrose-Hill

    Chi mi conosce sa meglio di me che io cambio sempre idea.
    Quindi non sono sicura di rimanere a Londra per sempre.
    Forse sì.
    Forse no.

    Per ora mi sento come un marito/fidanzato confuso: amo la mia Italia alla follia ma troppo spesso mi vergogno di lei. Da quassù non riesco a sopportare il suo piangersi addosso, il non far nulla per migliorare la sua situazione, il suo avermi lasciata andare via.
    E sono pazza della mia stronzissima amante.
    Che si fa odiare.
    Che si fa amare.
    Che mi tiene viva come non mai.

    PS. Ce l’ho fatta: non una parola sulla pioggia: sono soddisfazioni! 😀

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