Siviglia+Portogallo: obrigada!

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Non vedi l’ora di scendere.
Perché una città che fa fatica a svelarsi, in questa lenta danza con l’Oceano, non può che rendere la tua risaputa curiosità ancora più impaziente.

Quando il mio aereo, dopo numerose acrobazie causa troppo vento, riesce finalmente ad atterrare a Lisbona, sono tra le prime a precipitarmi giú dalla scaletta.
Ad aspettarmi paziente agli arrivi la mia defi-amica Giorgia con un defi-cartello da manuale (peccato non averlo immortalato) pronta per un altro defi-tour.
Ok, prima che mi prendiate per scema una doverosa precisazione: defi sta per deficiente, appellativo affettuoso con cui ci chiamiamo amorevolmente tra di noi … Giorgia vive in Italia ma di tanto in tanto ci piace incontrarci al gate di qualche aeroporto…

 

Amore 2.0 – Essere single a Londra

In una città dove i supermercati brulicano di monoporzioni e gli orari di lavoro sono così disumani che l’unico momento per socializzare è la drink night out con i colleghi, essere single.. non è mai stato più facile.

Quando a Londra si rientra a casa la sera si é talmente stanchi che a malapena si riesce a telefonare a genitori e amici – che vivono quasi sempre all’estero – per sapere come stanno.
Durante la settimana si esce raramente e quando ci si decide a trascinarsi fuori lo si fa per lavoro.
Ma é nei weekend che ci si trasforma in veri e propri party animal: basta passeggiare fuori da un pub il venerdì o il sabato sera per capire cosa intendo dire. Ragazzi e ragazze ancora in suit da lavoro che ingurgitano un drink dietro l’altro – qui la qualità non sempre conta, basta sia alcool – in una sorta di maratona a chi si scascia per primo e a chi avrà l'”onore” di essere rimbalzato/a dal taxi perché troppo ubriaco/a.
La tanto cara compostezza inglese va a farsi fottere dentro un paio di bicchieri, insieme alla dignità.

It was all about Art. And Love.

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Andare al cinema da sola, in una fredda serata d’inverno che per strada incontri solo le volpi…

Tutti rintanati al calduccio ma io no, era da tanto che volevo vedere questo film e, dopo che lo hanno cancellato dalla programmazione di molte sale per dare spazio ad altre proiezioni e che per ben due volte mi sono dovuta arrendere al tutto esaurito, eccomi qui camminare più svelta che posso verso il cinema Curzon a Bloomsbury.
Mentre seguo la mappa sul mio cellulare cercando d’ingannare i minuti  – perché io POSSO essere più veloce – che secondo Google Maps mi separano dalla mia destinazione, mi rendo conto di essere quasi agitata: é come se stessi andando ad un appuntamento, come quando stai raggiungendo un’amica che non vedi da tempo e ti fai mille domande su come sarà, la riconoscerò, mi riconoscerà, avrà tagliato i capelli o avrà ancora quel vestito…

Raggiungo il Curzon consapevole di aver fatto viaggiare, ancora una volta, la mia mente troppo lontano e mi compiaccio di non essere l’unica folle che si é spinta fuori di casa in una serata come questa: la sala piano piano si riempie, é piccola ma trasborda di gente.