• It was all about Art. And Love.

    Andare al cinema da sola, in una fredda serata d’inverno che per strada incontri solo le volpi…

    Tutti rintanati al calduccio tranne me.

    Era da tanto che volevo vedere questo film e, dopo che per ben due volte mi sono dovuta arrendere al tutto esaurito, eccomi finalmente qui a camminare più svelta che posso verso il cinema Curzon a Bloomsbury.

    Mentre seguo la mappa sul mio cellulare cercando d’ingannare i minuti  – perché io POSSO essere più veloce – che secondo Google Maps mi separano dalla mia destinazione, mi rendo conto di essere quasi agitata. 

    È come se stessi andando ad un appuntamento, come quando stai raggiungendo un’amica che non vedi da tempo e ti fai mille domande su come sarà, la riconoscerò, mi riconoscerà, avrà tagliato i capelli o avrà ancora quel vestito…

    Raggiungo il Curzon consapevole di aver fatto viaggiare, ancora una volta, la mia mente troppo lontano e mi compiaccio di non essere l’unica folle che si é spinta fuori di casa in una serata gelida come questa.

    La sala piano piano si riempie, è piccola ma trasborda di gente.

    In quanti proveranno la stessa emozione ad essere lì?

    In quanti avranno avuto la mia stessa venerazione adolescenziale per questa donna? 

    In quanti avranno consumato le pagine della sua biografia e si saranno poi disperati perché l’amica alla quale l’hai ingenuamente prestata (MAI prestare i libri, Illy, MAI) non te l’ha più restituita?

    A quanti tutte le – innumerevoli! – volte che hanno visitato la Peggy Guggenheim Collection a Venezia sarà sembrato che quelle pareti trasmettessero la sua energia e la sua magia?

     

     

    Inizia il film e mi emoziono ancora di più ascoltando il suono della sua vera voce.

    Sullo schermo scorrono immagini di una vita all’insegna dell’anticonformismo, dell’arte e dell’amore. Proprio come lei stessa sostenne durante un’intervista, di cui si può sentire l’audio nel trailer qui sotto. 

    Scorrono i titoli di coda e rimango seduta ancora per un bel po’… quasi inebetita da un personaggio tanto caro alla mia adolescenza ma che riesce ancora ad affascinarmi come pochi:

    Peggy, you rock!

    PS. Non so se in Italia sia già uscito il film ma vi consiglio assolutamente di andarlo a vedere… il titolo completo é Peggy Guggenheim: Art Addict,  diretto da Lisa Immordino Vreeland.

    Poi… sarò anche un po’ di parte ma il Guggenheim a Venezia é in assoluto uno dei migliori musei al mondo. Andateci.

    Non perdetevelo, é un’esperienza indimenticabile: Peggy ci ha vissuto gli ultimi anni della sua vita ed é quindi un po’ come entrare a casa sua.

    Io mi emoziono ogni volta che ci vado e, giusto per unire l’utile al dilettevole, assolutamente da segnare in agenda gli Happy Hour organizzati a Maggio in collaborazione con Aperol (e l’anno scorso con l’Università Ca’ Foscari). 

    Si può ascoltare musica dal vivo circondati da opere di alcuni dei più importanti esponenti dell’arte del ventesimo secolo tra cui Picasso, Warhol, Pollock e Kandinsky.

    pgc-03
    Peggy Guggenheim Collection, Venezia, ph. David Heald
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