• Siviglia+Portogallo: obrigada!

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    Non vedi l’ora di scendere.
    Perché una città che fa fatica a svelarsi, in questa lenta danza con l’Oceano, non può che rendere la tua risaputa curiosità ancora più impaziente.

    Quando il mio aereo, dopo numerose acrobazie causa troppo vento, riesce finalmente ad atterrare a Lisbona, sono tra le prime a precipitarmi giú dalla scaletta.
    Ad aspettarmi paziente agli arrivi la mia defi-amica Giorgia con un defi-cartello da manuale (peccato non averlo immortalato) pronta per un altro defi-tour.
    Ok, prima che mi prendiate per scema una doverosa precisazione: defi sta per deficiente, appellativo affettuoso con cui ci chiamiamo amorevolmente tra di noi … Giorgia vive in Italia ma di tanto in tanto ci piace incontrarci al gate di qualche aeroporto…

     

    ponte

    Il nostro tour inizia da Lisbona, una città sgarrupata, colorata, maestosa quanto semplice. Malinconica e soave come la musica del fado, le cui note risuonano ad ogni angolo dei suoi numerosi vicoletti.

    Ci siamo volutamente perse nel dedalo di stradine che ogni volta ti svelano un panorama diverso, una piazzetta, uno scorcio completamente diverso da quello precedente, il tutto  colorato qua e là da meravigliosi azulejos disseminati pressoché ovunque, anche dove non te lo aspetti.

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    Il primo giorno, partendo dalla Torre di Belém e dall’imponente Monastero dei Jerónimos – entrambi patrimonio dell’Unesco – ci siamo poi dirette verso Praça do Comércio, la più importante piazza cittadina sul cui Arco da Victória svettano le statue di portoghesi illustri, tra i quali l’esploratore Vasco da Gama. Passeggiando per rua Augusta arriviamo poi al Castello Sao Jorge che si trova sulla collina più alta della città che da lassù si svela in tutta la sua bellezza.

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    L’indomani decidiamo di intraprendere un piccolo viaggio nel viaggio aspettando di riuscire ad accaparrarci un posto a sedere sul mitico tram 28, che attraversa i punti più belli di Lisbona: devo dire che nonostante io odi le folle e le attese, ne é valsa veramente la pena, soprattutto perché sono riuscita a sedermi vicino al finestrino da dove ho potuto ammirare la quotidianità di una città lenta ma vivacissima.

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    A me e a Giorgia piace esplorare e non siamo tipe da vacanza comoda e rilassante, quindi eccoci pronte di nuovo con la valigia in mano direzione Sagres, all’estremo Sud-ovest del Paese. Siamo rimaste qui qualche giorno dove, gustando più di una delle specialità locali – vedi l’omonima birra 😀 – ci siamo rilassate in spiaggia e abbiamo noleggiato le biciclette per raggiungere quello che per me rimane uno tra i luoghi più magici che i miei occhi abbiamo mai visto. A parte la pedalata distruttiva intrapresa controvento da due deficienti non allenate (più di un automobilista/guidatore di bus/motociclista ci ha suonato contro il clacson, e penso proprio non fosse per lo stacco di gamba ma perché gli facevamo pena… :/) il Cabo de São Vicente – l’estremo punto occidentale dell’Europa – é un posto che non riesci a descrivere a parole.
    Lo puoi solo vivere.
    Respirare.
    Le onde enormi che s’infrangono sulle maestose rocce a picco sul mare, il solo rumore del vento e il sole che al tramonto si fonde con l’Oceano… credo di capire perché questo posto é soprannominato “fine del mondo”.

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    Dopo la poesia di Sagres, cambiamo un po’ registro e ci dirigiamo a Lagos, una vivace località turistica che vanta alcune delle spiagge più conosciute dell’Algarve. Il nostro ostello é in centro quindi appena arrivate ci dedichiamo ad una passeggiata per le vie principali, prima di raggiungere il ristorante consigliato dalla receptionist, Casinha do Petisco: super super consigliato!

    La nottata non é stata delle più semplici causa ventenni ubriachi e scatenati in ostello, con tanto di vicini di camera che esasperati hanno chiamato la polizia per zittirli… beata gioventù :D!
    Con la faccia e le non forze tipiche di chi non ha più l’età per passare una notte in bianco siamo comunque pronte per andare alla scoperta delle spiagge di Dona Ana, Do Camilo e Do Pinhão: una più bella dell’altra!

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    Ci concediamo anche un giro delle grotte in barca… un vero mito il nostro marinaio che parlava un esilarante Portoghese-English mixato qua e là con un pó di spagnolo e che s’inventava nomi di personaggi a cui, a suo parere, le rocce assomigliavano: guai a contraddirlo perché s’offendeva! 😀

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    Giunte quasi al termine del nostro tour decidiamo di finirlo proprio dove avevamo lasciato quello dell’anno scorso: in Spagna, più precisamente in Andalusia. Io soprattutto – perché Giorgia ci era già stata – ero rimasta molto delusa di non essere riuscita  a  visitare Siviglia e quindi… Siviglia sia.

    Il caldo qui é soffocante – non c’é il vento che ci ha accompagnato in Portogallo – ma trovarsi sotto la Torre del Oro al tramonto rende assolutamente sopportabili i 40 gradi d’afa.

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    Passeggiamo per il centro ammirando la Cattedrale – una delle più grandi al mondo, con i suoi ben 126 metri di lunghezza e 83 di larghezza, all’interno della quale si trova la tomba di Cristoforo Colombo – la Giralda, che era il minareto dell’antica moschea e il palazzo reale Alcázar.
    Ci addentriamo poi nel labirinto di pittoresche stradine e piazzette alberate del Barrio de Santa Cruz, immergendoci completamente nella meravigliosa atmosfera di festa e allegria che aleggia ad ogni angolo.

    Il giorno dopo saluto Giorgia che ha un volo di mattina mentre il mio aereo per Londra partirà in tarda serata e m’incammino alla scoperta di Siviglia.
    Esplorare da sola un luogo sconosciuto mi mette sempre un’adrenalina indescrivibile, sembro una bambina la mattina di Natale che non sa quale regalo scartare per primo.
    Con questa stupenda sensazione addosso mi dirigo verso Triana, quartiere di carattere popolare famoso per aver dato i natali a famosi ballerini di flamenco e toreri.

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    Attraverso l’omonimo ponte e m’imbatto in Plaza del Toro, la più antica corrida di Spagna, per poi  proseguire per Parque de Maria Luisa che conta qualcosa come 3500 alberi e arrivo alla meravigliosa Plaza de España, che sta ospitando un incontro letterario gratuito e dove, circondata da meravigliose fontane e ceramiche colorate, ripercorro con la mente tutte le tappe del nostro viaggio.

    Sorridendo, ovviamente.

    plazaespana

    libros

    illycappello

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