Venezia-Londra A/R



“Per quanto tempo hai vissuto a Londra?”

…..

“Cinque anni? Wow, che bello, … beata te!”

…..

“Ma non ti manca?”

…..


Ho ormai smesso di contare quante volte mi vengono fatte le stesse domande quotidianamente, ed ho adottato un sistema infallibile per glissare il discorso, limitandomi a sorridere o a far finta di non aver sentito. La mia non è spocchiosità o maleducazione: è davvero difficile trovare le parole giuste per descrivere come ci si sente ad aver vissuto nella capitale inglese per anni, per poi tornare in Italia avendo ormai acquisito una mentalità Brit.

Di come mi sentivo nella mia quotidianità londinese ho parlato nel mio primo post https://thefrillydiaries.com/2015/07/28/brita-girl/ scritto qualche anno fa, di come si vive da emigrata al contrario proverò a parlarne qui e, credetemi, non sarà per nulla semplice.


 


Una piccola premessa: Londra non è una città facile.
Non so perché in Italia ci sia questo mito della capitale inglese too cool e piena solo di divertimento.
No, Londra non è l’albero della cuccagna.
È una città meravigliosa, piena di sorprese e possibilità, ma si sa che non sempre è tutto oro quel che luccica.
Ci vogliono tanto coraggio e molta forza di volontà per cercare casa e lavoro in un Paese che non è il tuo e, farlo in una lingua diversa da quella che per più di trent’anni hai parlato tutti i giorni, può diventare un vero incubo capace di toglierti il sonno.
In Inghilterra nessuno ti regala GIUSTAMENTE  nulla e, se si decide di andare a viverci, bisogna essere pronti a rimboccarsi le maniche nel rispetto delle regole di chi ti accoglie.
Certo, in UK esiste la meritocrazia (questa sconosciuta, in Italia!) e in generale ci sono migliaia di oppurtunità ma… Bisogna essere in grado di coglierle non rimanendo mai indietro.
Perché a Londra tutto corre veloce.
E se ti fermi sei fottuto.
Detto questo, per riassumere in pochi punti la mia condizione da emigrata al contrario, di seguito alcuni aspetti fondamentali della grande differenza Italia/UK (sempre secondo la mia esperienza personale, of course):



1. LA VELOCITÀ.
I primi mesi a Londra mi sentivo come ubriaca: troppe emozioni, novità e cose da imparare. Ricordo che la sera spesso mi chiudevo in camera al buio e cercavo di respirare, di riposare la testa che mi sembrava scoppiare. Con il passare del tempo mi sono poi adeguata ai ritmi allucinanti di una metropoli che piano piano è entrata a far parte di me.
Risultato? Al mio rientro in Italia mi sono sentita un’aliena. Sarà che vivo in una città, Venezia, lenta di natura, ma ancora adesso faccio una fatica tremenda a riaddattarmi alle lungaggini della burocrazia, dei mezzi pubblici e in generale alla quotidianità del mio Paese.
In Italia tutto è lento, macchinoso e incasinato.
Nel senso che c’incasiniamo la vita da soli.
Il perché non l’ho ancora capito.


2. FLATSHARING
Uno degli aspetti negativi del vivere in una grande città è sicuramente il costo eccessivo degli affitti: se penso che, il prezzo per cui ho pagato una stanza in una casa da condividere con altre persone a Londra equivale ad un appartamento tutto per me qui in Italia, rabbrividisco.
Evviva quindi la mia casetta italiana da condividere al massimo con la mia Tina 🐕.

3. YOU CAN DO IT
Noi italiani abbiamo tutto: un Paese stupendo, il cibo migliore al mondo, una sanità che nonostante tutto funziona, eppure…
Eppure non facciamo altro che lamentarci.
Da quando sono rientrata, vengo quotidianamente investita da un’insopportabile clima disfattista.
A Londra invece mi sentivo imbattibile, convinta che tutto fosse possibile, se solo io lo avessi desiderato con tutte le mie forze, non importa quanto tortuosa la strada sarebbe potuta essere.
Non solo pensiero positivo, ma una sana forza di volontà che mi hanno trasmesso gli inglesi e che sto cercando, non senza difficoltà, di mantenere anche qui nella mia lamentosa Italia.


4. LA GRANDE BELLEZZA
Quando si è all’estero ci si rende veramente conto di quanto meraviglioso sia il nostro Paese.
Amo Londra ma nulla sarà mai paragonabile alla mia Venezia, a Napoli, alla Sicilia e potrei andare avanti all’infinito elencando ogni piccolo borgo italiano.
Standole lontano ho imparato che come il Belpaese non ce ne è…
Per nessuno.
La mia passione per i viaggi rimane (e il bisogno di prenotare un volo per Londra almeno due volte l’anno pure), solo che adesso non disdegno mete nazionali fino ad ora non considerate abbastanza, e che finalmente apprezzo nella giusta misura. 


5. IL TEMPO
Altro mito da sfatare: a Londra non piove sempre.                              
Certo, il cielo spesso è grigio ma tutt’intorno c’è talmente tanto colore che dopo un po’ io non ci facevo più caso.                                                                                  
Anzi, quando a Natale tornavo nella mia umida Venezia pativo molto di più il freddo. Per non parlare del caldo infernale che mi ha accolta la prima estate del mio rientro in Italia: soffrendo di pressione bassa e dovendo stiparmi ogni mattina su mezzi pubblici stracolmi e perennemente in ritardo, ho seriamente temuto di lasciarci le penne.
Con il passare dei mesi il mio corpo si sta riabituando al clima veneziano, ma ogni mattina non dimentico di controllare il tempo londinese sul mio cellulare – care vecchie abitudini British 😀




Conclusione: non posso che consigliare a tutti un’esperienza all’estero come quella che ho avuto la fortuna di vivere io, e sono grata di ogni difficoltà e di ogni gioia che ho provato durante la mia vita londinese.
Nonostante il loro essere una l’opposto dell’altra, la mia personalità inglese e quella italiana convivono armoniosamente tra loro, in un perfetto quanto incasinatissimo Brit – ita mix.

Fr_illy
Fr_illy

📇 Compulsive writer
🧳Travel nut
🐕 Tina’s mum
📍Venezia 🇮🇹 🔁 London 🇬🇧

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