La mia quarantena: una nuova me

È da qualche giorno che là fuori il sole non smette di splendere.
Di tanto in tanto, tra una stanza e l’altra, incrocio il riflesso dei suoi caldi raggi primaverili e gli sorrido.
Tina, fidatissima amica a quattro zampe con me da quasi quattordici anni, mi guarda con aria sconsolata.
Ne abbiamo passate tante insieme ma, vedermi sorridere e a volte perfino salutare il sole, deve essere davvero troppo per lei.
I’m sorry Tina, la mia quarantena è anche questo.

Parlo con il mio cane da sempre. Quindi no, non sono impazzita.
Durante questi giorni di convivenza H24 l’ho però osservata più spesso, Tina. E sono rimasta affascinata dalla sua capacità di adattarsi, come sempre, alle situazioni.
Sono sicura abbia percepito che qualcosa non andava, e sono certa che alcune nuove abitudini che abbiamo dovuto prendere causa isolamento non le sono piaciute per nulla. Ma si è adattata, ancora una volta.

Confesso di aver spesso cercato consolazione nella sua tranquillità.
In questi giorni più che mai.

È assurdo quanto possano aiutarti a capire questi esserini nella loro semplicità.

Ed è incredibile come, situazioni difficili come quella che stiamo vivendo, ti possano insegnare tanto in così poco tempo.

La lista di cose che ho imparato durante quest’infinita quarantena è lunghissima e in continuo aggiornamento, qui di seguito proverò a riassumerne gli aspetti principali, to be continued…

nuovi angoli di casa - The Frilly Diaries - la mia quarantena

Resilienza

Pur apprezzandone il significato, non mi ero mai soffermata sull’importanza di questa parola.

Resilienza: la capacità di affrontare le difficoltà con atteggiamento positivo, riuscendo a trasformare una debolezza in forza, l’impossibile in possibile.

Resilienza è la mia nuova parola preferita.
Perché c’è voluto molto tempo, prima che io riuscissi davvero a metabolizzare tutto quello che stava succedendo intorno a me.

All’inizio di questo incubo mi sono ubriacata di notizie, numeri e statistiche.

Sono crollata parecchie volte, ho pianto e ho avuto una paura f****a. Per me e soprattutto per le persone a cui voglio bene (molte delle quali sparse in diversi Paesi del mondo, ognuno con le proprie regole e una gestione di quest’emergenza a sé stante).

Mi sono crogiolata nelle mie ansie, sono rimasta inutilmente immobile.

Poi ho deciso di dire basta.

Di paura ne ho ancora, sia chiaro. Soprattutto perché non si riesce ad avere notizie certe sulla lotta contro questo mostro e, da freelance, sono attanagliata dai dubbi sul mio futuro.

Ma non vedo l’ora di reinventarmi la mia vita, ottenere nuove soddisfazioni e lottare per quello in cui credo.

La mia quarantena: il lato positivo

Ho profondo rispetto per tutte le persone che sono rimaste coinvolte indirettamente o direttamente in questa maledetta pandemia, ma non posso fare a meno di notare che, pur nella sua tragicità, questo periodo qualcosa di buono lo lascerà.

Penso all’aria finalmente più pulita delle nostre città, all’acqua trasparente della mia Venezia e alla rivincita della natura sullo sfruttamento dell’uomo.

Rifletto su tutto il tempo che ho potuto dedicare alle persone e alle cose che amo. A tutti i libri che ho potuto leggere, alle telefonate fatte in tutta tranquillità e senza la solita fretta.

Al mio cercare di ricreare e reinventare alcuni angoli della mia casa, che mai come adesso ha saputo proteggermi e trasmettermi serenità.

Alla piacevole lentezza delle mie giornate.

leggendo il libro hygge The Frilly Diaries

Cosa ho imparato

Tra le tante cose che la mia quarantena mi ha insegnato, metto al primo posto la riorganizzazione del mio tempo.

Perché non è facile non avere orari o scadenze.
E, per me, è stato ancora più difficile non avere prenotazioni di treni o aerei da prendere.

Dopo un iniziale smarrimento ho però cercato di reagire in modo positivo e costruttivo. Mi sono messa a fare liste per ogni cosa, cercando di organizzare le mie giornate al meglio. Ho puntato la sveglia alle sette ogni mattina ed ho cercato di darmele io, delle scadenze.

Ho tentato di rimanere produttiva, nonostante tutto.

Questo isolamento forzato mi ha inoltre fatto riflettere molto sul modo in cui vivevo prima di tutto questo. Sto cercando di ridurre al minimo lo spreco e mi sto impegnando per una maggiore consapevolezza dei miei consumi.

Voglio impegnarmi a fare la spesa in modo intelligente, prediligendo i mercati e le botteghe locali.

Vorrei non dovermi mai più dimenticare, quando quest’emergenza sarà terminata, di essere grata di quello che ho.

Spero insomma che questa maledetta quarantena mi accompagni verso la realizzazione di una nuova me.

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