VACANZE NATALIZIE A LONDRA

Che a Londra non ci si annoi mai é un dato di fatto ma… tra tutte queste cose da fare – a volte quasi troppe! – quali sono le migliori in cui avventurarsi durante le feste?

Di seguito la mia personalissima lista, enjoy!

thumb_thumb_IMG_2207_1024_1024

            ICE SKATING:

Scegliere una pista dove andare a pattinare sul ghiaccio a Londra può diventare un’impresa visto che da fine Novembre ne sembrano spuntare come funghi ma, anche se in cima alla mia lista di preferenze c’era quella della Somerset House di cui non siamo purtroppo riuscite a trovare un solo biglietto, sono felicissima di aver trascorso un piacevole pomeriggio con le mie amiche sulla pista del Natural History Museum sponsorizzata da Swarovski.
Divertimento assicurato anche se 15 sterline a testa per 50 minuti sono forse un po’ troppe senza contare il sovraffollamento… comunque siamo state bravissime… nessuna e dico nessuna di noi si é fracassata a terra 😀

thumb_thumb_IMG_2212_1024_1024

thumb_IMG_2206_1024

Il Natale a Londra? Very scintillante

Di non amare alla follia il Natale credo di averlo già detto qui http://thefrillydiaries.com/2015/01/06/e-anche-questo-natale/ e sono tutto tranne che una fan dell’inverno ma… se c’è una cosa che riesce a farmi sopportare un pochino questo periodo dell’anno sono i colori, le luci, il meraviglioso luccichio in cui risplende la mia Londra per qualche settimana.

!!Selfridges2
Selfridges, Oxford Street
Covent Garden
Covent Garden
Boots_1024
Boots

Happy Birthday, Alice!

150 anni e non sentirli.
In occasione dell’anniversario della prima uscita di uno dei romanzi a me più cari, non potevo perdermi la mostra “Alice in Wonderland” alla British Library – uno dei miei posti preferiti qui a Londra.

thumb_overview2_1024

Luglio 1862: come era solito fare, Charles Lutwidge Dodgson trascorse un tranquillo pomeriggio in barca con le tre figlie di un amico di famiglia.
Per meglio trascorrere il tempo Charles, che in seguito adottó lo pseudonimo con cui tutti lo conosciamo, Lewis Carroll, narró alle bambine le avventure della piccola Alice, vero nome di una delle tre, all’interno di un mondo incantato.
Fu proprio la piccola, protagonista dei suoi racconti, ad implorarlo di trascrivere tutto su di un quaderno per poterlo leggere ogniqualvolta lo avesse voluto: nasceva così una delle favole più amate di sempre.

oveerview1

E’ incredibile come, dopo 150 anni – la prima pubblicazione risale infatti al Novembre 1865 – Alice nel Paese delle meraviglie continui ad affascinare generazioni su generazioni, senza passare mai di moda.
La mostra esplora i modi in cui la fiaba ha continuato ad ispirare diversi artisti negli anni, oltre ad esporre la copia originale del primo manoscritto di Caroll – sorry, non si potevano fare foto all’interno :'( – il tutto corredato da illustrazioni e disegni e perfino le incisioni in legno di bosso di John Tenniel, il primo illustratore del libro.
Un modo speciale per trascorrere un tranquillo pomeriggio londinese… del tutto gratuito!

thumb_bianconiglio_1024

thumb_califfo_1024

thumb_drinkme_1024

 

Da non perdere il Pop Up Shop… un vero e proprio paradiso per gli appassionati… io non ho potuto resistere alla limited edition delle Moleskine!

 

thumb_shopoverview_1024

thumb_moleskine_1024

thumb_shopcealing_1024

Sisters in London

Essere un expat non é sempre semplice.
Soprattutto quando l’estate – o quella sorta di primavera che gli inglesi scambiano per estate – finisce da un giorno all’altro, l’ora solare arriva all’improvviso regalandoti il buio pesto alle 5 del pomeriggio e gli ultimi due amici con la A maiuscola si preparano a lasciare – anche loro! – la città’ for good.
Ecco, diciamo che ci sono delle volte in cui questi chilometri si fanno sentire più del dovuto…
Certo, poi tutto passa.
Perché a Londra tutto scorre velocemente, anche la malinconia.
E per fortuna esistono i voli low cost, i treni express, i weekend lunghi e le adorate sorelle minori che FINALMENTE si muovono e vengono a trovarti più spesso.

Scrivo con ancora addosso tutte le emozioni che questo fine settimana mi ha regalato.
Chiudo gli occhi e mi sembra ancora di respirare l’energia che quell’arzilla della Patti – Smith – … (no vabbè … sono dovuta andare a controllare più e più volte perché non ci credevo: 69 anni e non sentirli!) ha saputo trasmettere a me e ai 3000 che hanno avuto la fortuna di ascoltarla al Roundhouse di Camden e mi scappa ancora da ridere al solo pensiero delle nostre dita – accidentalmente!- incollate durante il trucco e parrucco in perfetto stile Halloween.

Ovviamente per mia sorella non era la prima visita a Londra quindi invece dei classici tour questa volta ho cercato di farle vivere il più che possibile la mia vita londinese: dal concerto della regina del punk rock nella punkissima Camden Town, al travestimento per Halloween passando per l’immancabile giro al parco con la Tina, il traditional English Breakfast (uova in camicia, pancetta, pomodori grigliati, toast e fagioli in salsa) nel soleggiato giardino del Baskervilles Tea Shop a Palmers Green, lo strepitoso sushi al Eat Tokyo Restaurant di Soho e il caffè al Bar Italia in Frith Street, per sentirsi un pó a casa.

baskerville

cafeitalia

poisonivy

Dopo che l’ho rimpinzata con il divino Sunday Roast (il tradizionale arrosto della domenica accompagnato da salsine varie, Yorkshire pudding, carote e patate arroste) al Kings Head Pub di Winchmore Hill e che, venti minuti prima che il treno per Stansted me la riportasse in Italia ho insistito perché provasse una lemon cheese cake all’Euphorium Bakery di Highbury&Islington, la signorina si é pure lamentata accusandomi di pensare sempre a magná, ma … per stare dietro a questa frenetica vita londinese c’e’ bisogno d’energia!

camden

sundayroastnew

kingshead3

bakery

thumb_tinaparrucca_1024

thumb_kingshead2_1024

BrIta girl

ben

Quando un uomo è stanco di Londra è stanco della vita, perché a Londra si trova tutto ciò che la vita può offrire  (S.Johnson)

Italiana di nascita, Brit d’adozione.

Credo non esistano due nazionalità/personalità più opposte.
Eppure in me convivono perfettamente.
Spesso fanno a pugni tra loro ma alla fine si vogliono un gran bene.

Mi sembra di essere salita su quell’aereo ieri.
Ed invece – e solo chi ci vive sa com’è bravo il tempo a volare, qui a Londra – sono passati piu’di tre anni.
Giorni non sempre semplici, soprattutto all’inizio.
Ma Londra ti dà una forza che nemmeno tu sapevi di avere.
Londra è emozioni contrastanti, un incessante susseguirsi di up and down.
Londra è vita.
E la tua anima si spacca a metà: da una parte la tua amata Italia, il sole, il meraviglioso suono della lingua di Dante, la tua gente. Il profumo del mare, gli amici di sempre e gli angoli segreti della tua Venezia.
On the other side la tua stronzissima “amante”, il suo fascino pericoloso, la sua energia. I suoi colori, la sua ordinata confusione e il suo movimento costante.

Cup of tea, anyone?

Abitudine tra quelle inglesi che più amo, l’Afternoon Tea pare sia stato inventato dalla settima Duchessa di Bedford, Anna, la quale sembra si lamentasse di quel fastidiosissimo languorino che la colpiva nel tardo pomeriggio… Fu così che le venne l’idea di spezzare la fame con uno spuntino di metà pomeriggio consumato all’interno del suo boudoir: pasticcini mignon, deliziose fettine di torta e piccoli sandwiches tra un sorso e l’altro di tea. Un genio.

Paris Mon Amour – The Girls weekend

IMG_3342

Era un viaggio speciale, questo.
Più speciale di tutti gli altri.
Non solo perchè eravamo noi quattro, di nuovo riunite.
Piccoli, grandi segreti custoditi nei nostri sorrisi, nelle scintille dei nostri sguardi complici.

Un viaggio con le amiche di sempre ritengo sia una delle benedizioni più grandi che la vita ti possa regalare. Se poi la meta scelta è una delle tue città preferite… les jeux sont faits!

IMG_3533

E anche questo Natale…

Ogni anno è la stessa storia: io ci provo.
Questa volta ho perfino superato me stessa facendo l’albero l’8 Dicembre, come da tradizione.
Mentre me la ridevo con le mie coinquiline tra un addobbo e l’altro quasi non mi sono accorta che, orecchie da renna in testa e fastidiosissime musichette di Natale in sottofondo, lo spirito natalizio si stava impossessando di me… Il tutto è purtroppo riuscito a durare solo un paio di giorni in cui ho però cercato di stilare una lista di regali da N O N fare all’ultimo minuto e di seguire con finto interesse le accensioni di luci natalizie nelle vie principali di Londra. (Carine eh, nulla da dire ma… state calmi, perdio, sono solo delle luci. Non c’è bisogno di dedicarci ogni anno 800 servizi al telegiornale più altrettanti articoli sui quotidiani!)

Un’addobbata Carnaby Street

Trick or treat? – My special Halloween

“Domani torniamo al mercatino di Clapton?”
“Mmmh mi piacerebbe ma… all’OXO Tower hanno organizzato un Dia de Muertos Festival…”

Sorriso pericoloso risponde a sorriso pericoloso.

“Controlli tu con quale metro facciamo prima? ….. E….. ci trucchiamo, vero?”
“Ovvio”

Effetti collaterali di avere una coinquilina più esaurita di te.

L’indomani sveglia ad un orario improponibile – considerando che era domenica – e via di corsa alla ricerca dell’outfit perfetto. Tra gli scaffali dei mille store visitati in un paio di ore sembravamo due bambine: eccitatissime e piene di idee, indecisioni…
Giungere ad una conclusione tra tutti quei luccichii e colori è stata una vera impresa ma alla fine, tronfie d’orgoglio quasi che nelle nostre borsette di Boots, Claire’s e Superdrugs ci fossero le ultime arrivate chez Louboutin, ci siamo precipitate a casa per prepararci.
Faccio una premessa: io non solo sono negata a truccarmi.. figuriamoci a truccare un’altra persona!
Emy ha dovuto fare tutto da sola sia su di me che su se stessa.

IMG_2949

IMG_2956

Costa de la Luz – Defi Tour n°1

Una birra gelata, uno sbagliatissimo qualcuno che mi aspettava nell’altra stanza e un volo Londra-Malaga da bookare in cinque minuti e il più in coincidenza possibile con il Milano–Malaga appena prenotato dal mio Tour operator di fiducia.

Seguono valigia fatta in mezzora e rigorosamente all’ultimo secondo, partenza verso aeroporto di Stansted (damn, I hate it!) all’alba con più o meno venti minuti di sonno in corpo e l’urlo e le lacrime di gioia – imbarazzanti, ma troppo noi – nel ritrovare la mia compagna di viaggio tra un gate e l’altro all’aeroporto di Malaga.

E che l’avventura abbia inizio.

Io da Londra, la mia defi-amica Jo da Milano ci siamo date appuntamento a Malaga per incontrare la nostra terza compagna di viaggio: l’inseparabile Polo Volkswagen – AKA Pina – che ci ha scarrozzate per chilometri e che all’occorrenza ha saputo anche fare da guardaroba itinerante.
Fatte le presentazioni con Pina, nonostante il caldo e le zero ore dormite ci siamo subito messe in movimento direzione Tarifa, la nostra prima tappa.
Conosciuta come la città del vento, Tarifa è il comune più a sud dell’Europa e, con i suoi soli 14 chilometri di distanza dal Marocco, è considerata il punto di congiunzione tra cultura europea e cultura africana.

Appena arrivate nel nostro agriturismo senza insegna e non poco difficile da trovare, ci siamo fiondate in spiaggia per il nostro primo tramonto e la nostra prima passeggiata a metà tra Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico, con lo sguardo verso l’Africa.

primosunset

Siamo rimaste a Tarifa tre giorni, visitando ogni giorno almeno due spiagge diverse: dalla mecca del kitesurfing Playa de Valdevaqueros alla patria degli hyppie o presunti tali a Caños de Meca, passando per Zahara de los Atunes, Cabo de Trafalgar e Bolonia.
Il terzo giorno ci siamo concesse una gita aldilà del mare di poche ore. Nonostante i prezzi proibitivi e i tempi assurdamente lunghi di viaggio e di controllo passaporti sul traghetto Tarifa-Tangeri, all’ora di pranzo siamo sbarcate in Marocco.
Inebriate di odori e colori ci siamo volutamente perse nell’antica Medina di Tangeri e, dopo una lunga camminata tra i vicoli della Kasbah, ci siamo fermate per un pranzo al poetico El Morocco Club. Prima di riprendere il traghetto siamo state letteralmente stregate dall’Hafa Cafè: sorseggiare un mint tea e ascoltare il magico silenzio ammirando la costa spagnola da una delle sue terrazze su cui si sono seduti Paul Bowles, i Rolling Stones e Allen Ginsberg è stata un’esperienza indimenticabile.

cafehafaglasses

Ritornate in Europa, l’indomani abbiamo lasciato il nostro agriturismo sperso nel nulla alla volta del regno del Signor Antonio, mitico albergatore a dir poco vecchio stile, fiero titolare di un hotel a conduzione familiare con tanto di numero sulla porta della camera attaccato alla rovescia a Conil de la Frontera.
Paese tipicamente andaluso, Conil è un tripudio di casette bianche e viuzze strette che incorniciano meravigliose spiagge dorate. Gli abitanti, come il signor Antonio, sono tutti cordiali e fieri del loro pittoresco borgo che consiglierei a tutti di visitare. Assolutamente da ricordare la nostra cenetta di pescaito sedute ad ammirare i coloratissimi turisti per la maggior parte spagnoli che affollavano Avenida De La Playa.
Da Conil la nostra inseparabile Pina ci ha accompagnate alla volta dell’elegante Cadice: considerata una delle più antiche città europee, è nota per essere stata un importante centro commerciale fenicio e il punto di partenza della prima e quarta traversata di Cristoforo Colombo.

Nonostante il poco tempo a disposizione ci siamo concesse almeno tre delle passeggiate sapientemente organizzate e tracciate con colori diversi tra le vie della città – ah! se solo la mia Venezia fosse in grado di amarsi un pò di più… – riuscendo ad ammirare Barrio de Santa Maria, Plaza de San Juan de Dios, Iglesia de San Agustin, Plaza de Espana y Monumento alas Cortez e il Castillo de San Sebastian, riempiendoci gli occhi di uno spettacolare tramonto sull’Oceano Atlantico e incrociare per caso un emozionante concerto popolare.

loscanos

Con Cadice nel cuore si siamo rimesse in movimento direzione Malaga, ultima tappa del nostro tour. Indimenticabili i paesaggi andalusi dei circa 200 chilometri macinati in poche ore: io, Jo, Pina, i mulini a vento, il sole e le colline arancioni. Sottofondo musicale Radio Los40.

Malaga in realtà ci ha un pò deluso. Dopo una settimana di gente cordiale e natura pressochè incontaminata, ci si è presentata davanti una città moderna con una zona fin troppo dedicata al turismo da crociera, tanto lontano dalla nostra concezione poetica di viaggiare… La città merita comunque una visita, anche se l’unica cosa degna di nota per me è il Museo Picasso ospitato nel cinquecentesco Palacio de Buenavista. Oltre ad ammirare numerose opere di uno dei miei artisti preferiti nato proprio a Malaga nel 1881, ho avuto la fortuna d’imbattermi in un’inaspettata ma molto apprezzata mostra temporanea dedicata a Dennis Hopper, apparso affianco a James Dean in Gioventù bruciata e regista di Easy Rider.

Questo il breve diario del nostro indimenticabile tour: poco tempo a disposizione (non siamo riuscite a vedere Siviglia, a fermarci anche solo un attimo a Gibilterra e in generale avremmo voluto fare mille altre cose) ma tante emozioni da portarsi nel freddo inverno londinese/milanese.